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Immunita’

Immunologia  – prima parte

Per immunità si intende uno stato di protezione nei confronti di malattie infettive, che è conferito da un insieme di cellule e di molecole di organi e di tessuti che nel loro insieme costituiscono il sistema immunitario. Per risposta immunitaria si intende una sequenza coordinata di reazioni che il sistema immunitario mette in atto una volta che è venuto a contatto con gli agenti infettivi. Gli agenti infettivi, che vengono anche detti patogeni (cioè che causa malattia) sono di quattro principali categorie: virus, batterî, funghi e parassiti. I virus sono dei parassiti intracellulari obbligati perché sono costituiti esclusivamente da genoma virale, DNA o RNA, contenuto in una capsula proteica (capside) e mancano di tutti gli organelli e degli enzimi biosintetici, per cui per riprodursi, cioè per generare nuove particelle virali, hanno bisogno di infettare una cellula e di sopravvivere all’interno della cellula stessa. Da quanto detto risulta chiaro che il ruolo del sistema immunitario è quello di difenderci dalle malattie infettive, cioè di difenderci dai patogeni. Tuttavia, alcune cellule del sistema immunitario si attivano anche nei confronti di sostanze di natura non infettiva; inoltre, le funzioni del sistema immunitario vanno anche un po’ al di fuori delle malattie infettive; infatti gli stessi meccanismi che il sistema immunitario mette in atto per difenderci nei confronti degli agenti infettivi, possono anche causare danni tissutali e malattie, in particolare quando la risposta immunitaria non è ben regolata (quando ad esempio è esagerata, come nel caso dell’ipersensibilità) oppure quando i meccanismi di difesa che in condizioni fisiologiche sarebbero diretti verso i patogeni, sono invece diretti verso i costituenti del nostro organismo (malattie autoimmuni). Il sistema immunitario rappresenta anche un ostacolo nei confronti dei trapianti, nei quali il sistema immunitario, riconoscendo come estranei i tessuti trapiantati, mette in moto delle risposte che sono le stesse delle quali si serve per difenderci dai patogeni e che portano alla distruzione (rigetto) del tessuto trapiantato. Il sistema immunitario ha anche un ruolo nella difesa verso i tumori. I meccanismi mediante i quali il sistema immunitario ci difende dalle infezioni sono principalmente due: meccanismi dell’immunità innata e meccanismi dell’immunità specifica. L’immunità innata rappresenta la prima linea di difesa verso le infezioni, quella che interviene rapidamente nel giro di pochi minuti; questo perché è basata su meccanismi che già esistono prima dell’infezione e che, o sono sempre operativi o che si attivano in brevissimo tempo.

I componenti dell’immunità innata sono: le barriere fisiche, come la cute o gli epiteli che rivestono le mucose a livello delle quali i patogeni possono penetrare. Infatti, le principali vie di accesso ai patogeni sono la cute, l’epitelio che riveste il tratto respiratorio, urogenitale, gastrointestinale e il circolo sanguigno; se i patogeni riescono ad oltrepassare queste barriere invadendo i tessuti, ci sono altri componenti importanti dell’immunità innata che tendono a contenere l’infezione, cioè a limitare la replicazione dei patogeni e sono sia componenti cellulari, sia componenti solubili.

Tra i componenti cellulari, un ruolo fondamentale è svolto dalle cellule fagocitiche, cioè cellule che inglobano e distruggono corpi estranei. Queste cellule, la cui funzione fondamentale è la fagocitosi (cioè l’inglobamento all’interno di vescicole e l’uccisione del patogeno), non solo internalizzano i patogeni all’interno di vescicole ma li uccidono all’interno di queste vescicole grazie alla presenza di enzimi e di sostanze tossiche che vengono riversate all’interno delle vescicole stesse. Le cellule fagocitiche si dividono in due classi: fagociti mononucleati e fagociti polimorfonucleati. I primi sono rappresentati dai monociti, cellule circolanti che ritroviamo nel sangue, mentre la controparte tissutale dei monociti è rappresentata dai macrofagi, cioè la forma differenziata dei monociti che sono migrati dal sangue ai tessuti. I secondi sono rappresentati dai granulociti neutrofili che si trovano esclusivamente nel sangue.

Altre cellule dell’immunità innata, sono cellule che vengono dette natural killer (NK), cioè cellule ad attività citotossica naturale, la cui funzione è quella di uccidere le cellule self infettate dai virus. Pertanto non hanno un’azione diretta sul patogeno, ma vanno proprio ad eliminare il serbatoio dell’infezione, e sono cellule dell’immunità innata che intervengono nelle primissime ore dell’infezione, anche perché già possiedono tutti i meccanismi necessari per poter uccidere la cellula infettata dal virus; infatti presentano costitutivamente nel citoplasma dei granuli che contengono sostanze che

una volta riversate sono in grado di uccidere la cellula self infettata dal virus, o anche da altri patogeni intracellulari che risiedono nel citosol.

L’immunità innata ha anche dei componenti solubili, tra cui uno importantissimo è rappresentato da un insieme di proteine plasmatiche che costituiscono il sistema del complemento, un importante meccanismo di difesa verso patogeni extracellulari, cioè quei patogeni che si replicano all’esterno delle cellule. Altri componenti solubili importanti dell’immunità innata sono le citochine, delle glicoproteine a basso peso molecolare, che vengono prodotte e secrete dalle cellule del S.I. dopo che queste sono state attivate dall’infezione. Queste citochine vengono riversate all’esterno e possono agire o sulle stesse cellule che l’hanno prodotte, ma anche su cellule vicine o possono agire anche a distanza (come fanno gli ormoni) condizionando l’attività delle cellule sulle quali vanno ad agire, cioè cellule che sono responsive alle citochine grazie alla presenza di recettori specifici.

L’immunità innata non sempre riesce a combattere l’infezione, anzi nella maggior parte dei casi non ce la fa e quindi deve essere indotta l’immunità specifica; in pratica l’immunità innata serve per contenere l’infezione, ma per eliminare definitivamente il patogeno occorre l’immunità specifica. Pertanto tra i due tipi di immunità c’è una stretta collaborazione, in quanto l’immunità innata è indispensabile per l’avvio delle risposte specifiche, e le risposte specifiche molto spesso usano come meccanismi per eliminare i patogeni, i meccanismi dell’immunità innata. L’immunità specifica serve quindi per eliminare l’infezione e, affinché i meccanismi dell’immunità specifica vengano messi in moto, occorrono dai 4 ai 7 giorni, quindi l’immunità specifica rappresenta una fase più tardiva della risposta immunitaria ma è una fase molto molto più efficace rispetto all’immunità innata. L’immunità specifica viene anche detta acquisita, poiché i meccanismi che la mediano che servono per eliminare il patogeno, impiegano più tempo per poter agire. L’immunità specifica è mediata da due classi principali di linfociti B e i linfociti T.

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