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PARLIAMO DI FISIOLOGIA

 

Parliamo di Fisiologia

 

Gli organismi unicellulari sono direttamente dipendenti dall’ambiente in cui vivono, sono “vittime” delle brusche variazioni dell’ambiente che li circonda.

L’organizzazione vitale di un organismo costituito da una sola cellula è molto + semplificata rispetto a quella di un organismo pluricellulare quale l’uomo.

Per sganciare la vita di un organismo pluricellulare dall’ambiente esterno (caldo, freddo, vento), è necessario che tutte le cellule che costituiscono l’organismo umano, siano in qualche modo interfacciate, immerse in un ambiente che è esterno alla singola cellula, interno all’organismo e che preserva le cellule, le singole cellule dalle brusche variazioni dell’ambiente esterno.

Esiste un comparto intracellulare LIC che è la sommatoria di tutte le cellule e un comparto extracellulare LEC che è uno spazio che è fuori dalle singole cellule ma è interno all’organismo stesso che ha il compito di preservare le cellule da quelle che sono le brusche variazioni dell’ambiente che ci circonda.

Il 1 LIVELLO FUNZIONALE è costituito dalla CELLULA.

Il 2 LIVELLO FUNZIONALE, è costituito dal TESSUTO costituito da cellule che hanno la stessa funzione (4 tipi di tessuto: epiteliale, connettivo, muscolare e nervoso).

Il 3 LIVELLO FUNZIONALE è costituito da cellule altamente specializzate che svolgono la stessa funzione (ORGANO).

Il 4 LIVELLO FUNZIONALE è costituito dai SISTEMI che svolgono funzioni + ampie:

 

  1. SISTEMA DI CONTROLLO (FUNZIONE NERVOSA ED ENDOCRINA)
  2. SISTEMA DELLA VITA VEGETATIVA (DIGERENTE, URINARIO, RESPIRATORIO E CIRCOLATORIO)
  3. SISTEMA PROTETTIVO (PELLE, SISTEMA RETICOLO-ENDOTELIALE, SISTEMA LINFATICO, SANGUE)
  4. SISTEMA LOCOMOTORE (SISTEMA MUSCOLO-SCHELETRICO, APPARATO OSSEO)
  5. SISTEMA RIPRODUTTIVO

 

L’ambiente extracellulare è quel comparto che si trova necessariamente fuori dalle cellule che permette una specie di filtro tra l’ambiente esterno in cui viviamo e il liquido intracellulare.

La fisiologia si occupa dei meccanismi e delle interazioni che si vengono a stabilire fra sistemi e sistemi e che prevede il mantenimento di quella che si definisce OMEOSTASI.

La condizione omeostatica altro non è che mantenere costanti le caratteristiche chimico-fisiche dell’ambiente esterno alla cellula ma interno al nostro organismo, tanto è vero che la condizione di disequilibrio della condizione omeostatica è la premessa di uno stato patologico.

Soltanto mantenendo costante l’omeostasi del LEC l’organismo potrà funzionare.

Le variazioni del PH sono letali per il funzionamento di una cellula.

È quindi necessario che il PH rimanga costante sia dentro sia fuori la cellula.

L’organismo è diviso in 2 comparti: LIQUIDI INTRACELLULARI e LIQUIDI EXTRACELLULARI.

Il LEC (comparto EXTRACELLULARE) può essere classificato in diversi sottogruppi che sono rappresentati da: liquido interstiziale, plasma, liquidi transepiteliali (3 sottocomparti).

LIQUIDO INTERSTIZIALE: spazio virtuale che esiste fra una cellula e l’altra.

Affinché ogni singola cellula possa mantenere la sua funzione, è necessario che lo spazio fra le cellule rimanga costante (se il liquido interstiziale è alterato, cambia il PH e la cellula non è piu’ in grado di assicurare la sua funzionalità).

È nello spazio interstiziale che saranno riversati i prodotti catabolici e da lì attingerà per prelevare le sostanze nutritive di cui ha bisogno.

PLASMA: rappresenta la componente liquida del sangue, tessuto allo stato liquido che circola in un sistema idraulico chiuso che è l’apparato cardiovascolare.

LIQUIDI TRANSEPITELIALI: liquido cerebrospinale, liquido intraoculare, liquido contenuto nelle cavità virtuali a livello del pericardio, delle pleure, delle sinovie.

Questi liquidi hanno un’importanza molto specifica perchè preservano ancora di piu’ la funzionalità degli organi nei quali sono previsti e sono presenti x mantenere costanti alcune caratteristiche chimico-fisiche dell’ambiente esterno.

Inoltre esplicano anche l’azione meccanica  come  pericardio pleure (respirazione).

 

OMEOSTASI

 

La maggior parte delle cellule del nostro corpo, è sensibile alle modificazioni dell’ambiente esterno. L’organismo possiede xò una serie di meccanismi regolatori che lavorano x mantenere relativamente costanti le condizioni del MEZZO INTERNO, nonostante le variazioni dell’ambiente esterno. Il mantenimento di una condizione costante del mezzo interno, è conosciuto come OMEOSTASI. Dire che il mezzo interno viene regolato x rimanere costante, significa che la composizione, la temperatura e il volume del liquido extracellulare, non cambiano significativamente in condizioni normali. Il liquido extracellulare viene normalmente mantenuto ad una temperatura di circa 37°C (temperatura corporea normale) e parimenti costante è mantenuta la concentrazione di molti soluti. La temperatura corporea non è libera di variare, ma è regolata x rimanere all’interno di un intervallo relativamente ristretto, x questo motivo fa parte delle cosiddette variabili regolate.

 

FEEDBACK NEGATIVO

Se una variabile regolata aumenta, il sistema risponde facendola diminuire; se al contrario si riduce, il sistema risponde provocandone un aumento.

I sistemi che si comportano in questo modo, vengono definiti sistemi a FEEDBACK NEGATIVO e come la maggior parte dei meccanismi di regolazione omoeostatica produce degli aggiustamenti solo quando esistono delle differenze tra il valore reale di una variabile regolata e il valore di riferimento, chiamato SET POINT.

Il meccanismo a feedback negativo viene così chiamato poichè la risposta del sistema (la riduzione della temperatura) ha direzione opposta rispetto al cambiamento che l’ha prodotta (un aumento della temperatura).

 

FEEDBACK POSITIVO

Nel FEEDBACK POSITIVO, invece, la risposta del sistema va nella stessa direzione del cambiamento della variabile che l’ha prodotta.

 

La capacità di mantenere la temperatura del corpo all’interno di un ambito piuttosto ristretto, è un processo chiamato TERMOREGOLAZIONE.

Vi sono comunque dei limiti entro i quali questi meccanismi termoregolatori possono funzionare. L’esposizione prolungata a temperature estremamente rigide, può causare una riduzione della temperatura corporea al di sotto del valore di set point, condizione nota come IPOTERMIA.

Al contrario, sforzi fisici impotenti o l’esposizione a temperature ambientali estremamente elevate, possono indurre la temperatura corporea a superare il set point, condizione chiamata IPERTERMIA.

In genere la dispersione di calore avviene in 3 modi:

 

  • IRRAGGIAMENTO: l’energia termica è trasferita sottoforma di radiazione elettromagnetica.
  • CONDUZIONE: il trasferimento di energia termica tra oggetti in diretto contatto gli uni con gli altri.
  • EVAPORAZIONE: viene perso calore da un oggetto mediante l’evaporazione dell’acqua dalla sua superficie.

 

L’abbassamento della temperatura centrale, viene comunicato dai termocettori centrali ai centri termoregolatori cerebrali che rilevano il segnale di errore e organizzano le seguenti risposte:

  • riduzione della sudorazione
  • riduzione del flusso ematico cutaneo
  • stimolazione del brivido

La FEBBRE, l’innalzamento della temperatura corporea che si verifica frequentemente durante le malattie, non dipende dal malfunzionamento del sistema termoregolatore, ma da una modificazione del valore di set point che obbliga il sistema termoregolatore ad innalzare la temperatura corporea in maniera controllata.

 

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